I miei primi 40 anni: Il Viaggio Interiore

I miei primi 40 anni, detto cosi potrebbe sembrare il titolo di un film!Sono arrivati lo scorso marzo e como un’ onda gigantesca mi hanno travolto e posto una serie di domande.

Perché dico questo? e soprattutto perché ne parlo oggi? Semplice, oggi, in seguito a una sessione di coaching la mia mente mi ha riportato a riflettere sul mio viaggio interiore fatto a marzo, e su come il viaggio in solitario possa aiutare a ricollegarci con la nostra essenza. Il nostro essere più profondo, sul come siamo, e, mentre al nostro ritorno come riusciamo a scollegarci di nuovo da questo stato di benessere.

Una volta tornati a casa, ci ricolleghiamo a uno schema sociale, in cui, la maggior parte delle volte lo accettiamo passivamente, trascurando la nostra persona e i nostri valori.

Il Viaggio come Trasformatore di emozioni

Il viaggio in solitario è un potente strumento attraverso il quale si riesce a cogliere un nuovo punto di vista, si trasformano emozioni “nocive” in nuove emozioni generando un nuovo stato d’animo nella persona. Genera una realtà diversa, rivoluzionante che si potrà ripercuotere positivamente nella vita di tutti i giorni, una volta terminato il viaggio.

Ma cosa ti impedisce nella quotidianità dall’essere quella stessa persona?

La risposta sicuramente potrebbe essere molto larga ma in linea generale potrei dire che ci ostacola la mancanza di tempo nel fare le cose che ci piacciono, poco contatto con la natura, lavoro alienante o che comunque non ci piace molto, essere dipendenti dalle reti sociali, ma anche una struttura sociale che ben conosciamo e che per qualche ragione interna nostra, alimenta i nostri limiti.

Il Viaggio in Solitaria

Parlando in prima persona, potrei sicuramente dire che quando viaggio da sola riesco a fare tutto quello che voglio, non ho paura di essere giudicata, ho molto tempo libero a disposizione, faccio solo cose che realmente mi interessano e mi apportano, sono indipendente.

Prova a farti questa domanda, come ti comporti in viaggio? Quali sono per te i valori importanti? (tipo libertà, indipendenza, creatività, avere una famiglia..) Come invece ti comporti nella via di tutti i giorni, e quali sono i tuoi valori che trascuri?

È evidente che ad esempio un’atmosfera caraibica e l’assenza del lavoro ci aiuta senza alcun dubbio a collegarci con noi stessi.

Ma cosa succederebbe se ci comportassimo di ugual forma nel nostro ambiente sociale come quando siamo in viaggio?

La prima risposta che potrebbe venirne fuori è che saremmo magari sottoposti a dei giudizi della gente, o che forse nella quotidianità non sempre la mentalità della gente è predisposta ad aprirsi.

Ma queste sono alcune delle possibili risposte che la nostra struttura mentale ci detta in base alle nostre esperienze, al nostro ambiente sociale in cui siamo cresciuti. Le prendiamo come suggerimento ma non per questo dicono la verità.

Il Cambiamento è dentro di noi

40 anni

Una delle mie più grosse convinzioni è che siamo in continuo cambiamento: hai presente quando tiri un sasso nel mare e il mare stesso comincia a creare delle piccole onde che si disperdono? Lo stesso succede con noi stessi, un piccolo gesto, un piccolo cambio può provocare un grande cambio.

Per me il cambiamento è tutto, è rinascita, è vita, senza dubbio anche stress in certe circostanze, per me cambiamento vuol dire Viaggiare.

Un viaggio verso le viscere della mia anima, trovare le mie paure, parlarci, accettarle senza giudizio, ascoltare i consigli che mi danno. Il viaggio diventa un contatto profondo con me stessa che raggiungo solo viaggiando da sola, senza distrazioni.

I miei 40 anni: Il Viaggio Interiore

Facendo un salto nel tempo, andiamo a marzo scorso, momento in cui si avvicina il mio fatidico compleanno, il cambio di decade, i famosi e temibili 40 anni, in questo caso di una donna, parlando di me stessa.

Mille inquietudini sul futuro si generano, mi domando che voglio fare da grande, inizio a compararmi con le ragazze della mia età e mi rendo conto dei diversi stili di vita che abbiamo.

Sono già passati 40 anni, ma come? Ma siamo sicuri? Ma se mi sento così “bimba” io! Ho un sacco di cose  da sperimentare ancora.

Mi prende l’angoscia e immediatamente mi sento come se uno schiaffo mi avesse colpito forte in faccia e qualcuno mi stesse urlando

“SVEGLIAAAAA!! CI SEI?!

Sono a metà della vita, potrei dire, ed ora? Che faccio? Mi soffermo e non trovando grandi risposte, decido di sfruttare il mio viaggio di festeggiamento per capire meglio le mie paure, i miei dubbi sul mio futuro.

Cosiccome a Valencia, ebbi uno dei miei contatti con i miei limiti, decido di dargli anche un proposito più profondo a questo viaggio.

Ma vediamo in dettaglio in che consiste il viaggio: una settimana a visitare le mie care amiche in Argentina, una settimana in Brasile e qualche giorno in Italia a vedere la mia famiglia.

Una volta preparata l’enorme valigia con abbigliamento estivo e invernale si parte.

In Viaggio dei miei 40 anni in Sudamerica: Argentina

L’inizio delle mie vacanze è sicuramente eccezionale, una grande accoglienza mi aspetta, la mia famiglia argentina è lì che mi aspetta.. (una pagina che vi consiglio di visitare è https://www.visitingargentina.com/ dove potrete incontrare molti spunti per la vostra visita nella meravigliosa terra)

Arrivo all’aeroporto di Paraná e ci dirigiamo presso la casa della mia amica, nella località di Villa Urquiza, una località turistica “balneare” per i molti argentini residenti nella zona di Paraná.

Come già anticipato è carnevale, e le mie amiche, con un’ eccellente organizzazione avviata mesi anteriori con l’ente turistico di Villa Urquiza, hanno organizzato una sfilata di carnevale nel centro della cittadina, con veri e propri costumi degni di un carnevale di Rio de Janeiro. Un’incredibile pazzia diventata realtà.

Costumi variopinti, trucchi scintillanti, famiglia e amici tutti riuniti con l’unico obiettivo di divertirsi e connettersi in un certo qual senso “con il proprio bambino interiore”.

40 anni
Villa Urquiza

Inizia la sfilata…fuochi di artificio… e via alle danze!

Una simpatia immensa di tutti i partecipanti mi fanno sentire a casa, rilassata, ed emozionata di questa grande esperienza…nessun pregiudizio, nessuna critica.. solo divertirsi ed essere me stessa.. senza limiti.

40 anni
Villa Urquiza

Ma come tutte le cose, anche questa meravigliosa sfilata finisce. Le infinite risate mi colmano l’anima insieme all’affetto profondo.

Una bellissima notte stellata mi avvolge e mi rivolgo a lui, al mio Dio: “Grazie per questa bellissima notte in famiglia! Tu che sai molto più di me, come devo cercare le mie risposte? È questa la felicità? Tutto tace ma le mie emozioni no.

Tutto torna poco a poco alla normalità, e dopo aver festeggiato il mio compleanno il giorno seguente, con estrema emozione, torniamo alla quotidianità e con un obiettivo da raggiungere.

L’incontro con la “Strega-Terapeuta”

Parlo con la mia amica July del mio obiettivo e, fortunatamente, riesce a farmi parlare con la sua terapeuta ottenendo magicamente un appuntamento.

“La strega-terapeuta” come dice July e, vista l’ottima impressione che ha di lei, ci buttiamo in questa nuova esperienza.

Mi dirigo al suo studio in Paraná, un accogliente studio vicino alla Costanera del fiume Paraná, romantico, malinconico, che da pace. Dopo i primi saluti, andiamo al dunque…

40 anni
Costanera di Paraná

“Lili, non so che fare, i miei 40 mi stanno mettendo pressione, l’orologio biologico mi fa tic tac, ed io veramente non so che pensare” e cosi iniziamo il mio profondo viaggio interiore…

Avevo sempre pensato che i 40 non mi avrebbero provocato nessun cambio e invece mi sbagliavo.

Iniziamo una profonda meditazione, per calmare le acque, e comincio il mio viaggio verso la mia infanzia.

La Costellazione Ancestrale

Lili mi chiede che lasci emergere la prima immagine che ricordi della mia infanzia, ho delle emozioni, le sento, le includo e allo stesso tempo in questa immagine riesco a vedere i miei genitori.

Un’ immagine che di per sé era stata trascurata per anni, un trauma di aver visto una piccola creatura, come un coniglio, essere stata ucciso con un colpo di Karate. Rivivo le mie emozioni, emozioni che in quel momento non erano state ascoltate, sottovalutate, rispettate. Con un gioco di ruoli, mi identifico in seguito nelle emozioni dei miei genitori e la relazione che avevo avuto in quel momento.

Ma il gioco va oltre: passiamo alla relazione che i miei nonni avevano tra di loro per poi seguire a ritroso con i miei bisnonni.

Tutto procede con calma, finché all’improvviso mi giunge al cuore un’emozione tremenda, da parte di tutta la mia linea femminile ancestrale.

Ogni relazione aveva come minimo comune denominatore il non rispettare se stesso, la paura di non essere compresa, l’adeguarsi a uno stile che la società dettava.

In quel momento sembrava che molte mi dicessero “Silvia, noi non sapevamo veramente rispettare noi stesse, e di conseguenza come potevamo rispettare emotivamente la persona che ci stava accanto? Spesso amavamo in maniera sbagliata, e soprattutto ci siamo adeguate sempre a quello che la società voleva”

La comunicazione ancestrale e la soluzione

L’emozione si fa ancora più intensa, non so che rispondere a loro e soprattutto non so che soluzione darle, voglio che il mio presente sia da liberazione per tutte loro.

Giocando nuovamente con i ruoli, mi immedesimo stavolta nel ruolo maschile, e, come se ci fosse un dialogo, tra di loro, le faccio capire che non sono sole, e che loro, come figura maschile, sono la per condividere momenti, poter crescere insieme come coppia, che l’amore è condivisione, non paura.

Immediatamente una magia: come se tutte si rendessero conto che esiste un’altra possibilità di amore, una possibilità che non avevano mai preso in considerazione. Percepisco un’energia potente, sento ammirazione da parte loro per quello che faccio, per la capacità di viaggiare che loro non hanno mai avuto, ma allo stesso tempo percepisco un grande ringraziamento per sentirsi libere adesso.

Le riflessioni e la pace interiore

L’esperienza profonda e a tratti esoterica, si conclude, e cosa mi arriva?

Si può imparare ad amare sempre, partendo da noi stessi per avere una sana relazione di coppia, che bisogna essere noi stessi sempre ed aperti a nuove possibilità, che l’amore si può esprimere in vari modi e che non necessariamente si esprime attraverso un figlio se alla base non c’è un amore profondo verso noi stessi.

Accantono l’orologio biologico, confido nell’amore e lascio mi guidi..

…e sia quel che sia 😊

40 anni

Dipendenze affettive come uscirne?Viaggiamo

Hai mai pensato a cosa sono le dipendenze affettive? e se lo hai pensato, ti sei mai chiesto come uscirne?

La parola dipendenza, etimologicamente parlando, deriva dal latino e significa pendere da, ed evidentemente si può pendere da una sostanza, dal cibo, da molte cose, ma in questo caso ci concentriamo sul fatto di “pendere da” qualcuno.

La domanda sulle dipendenze  affettive e come uscirne, nasce da una situazione che mi si presenta in questi giorni.

Ogni qualvolta mi propongo un obiettivo inevitabilmente mi si presenta una prova da affrontare. A tutto questo le do il nome de “il potere dell’universo” , ci hai mai fatto caso?ti è mai capitato?

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Primi passi..intervista con Viaggi in Europa

I primi passi in qualcosa di nuovo di cui siamo totalmente all’oscuro è senza dubbio molto faticoso e con un dispendio di energie non indifferente. Così è stato il mio inizio con questo bebé di Blog ma che ogni giorno mi riempie il cuore di soddisfazioni ed amore.

Come il viaggio dell’eroe mi sono buttata nel mondo oscuro e continuo ad esserci giorno dopo giorno affrontando mille demoni e mille sfide.

Un giorno, per caso mi sono imbattuta in rete in Alessandro di Viaggi in Europa e mi ha dedicato un’intervista sul mio lavoro di Travel Coach. Adesso sembra che si chiami Inspirational Travel designer, a voi la scelta.

Oggi sarò molto breve e molto poco profonda eheh però  vi porto qui la mia esperienza di principiante blogger ma soprattutto qual’è la missione di “In Viaggio con La felicità”.

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Chi sono io? Un viaggio verso l’interiore

Fino a qualche anno fa non mi sarei mai posta la domanda chi sono io, ero troppo indaffarata a sostenere mille cose degli altri, a dare appoggio ma senza curarmi troppo di me stessa, dei miei interessi, delle mie necessità e soprattutto della mia felicità.

Quando parlo di felicità, non voglio dire che non lo fossi stata, ma sicuramente era una felicità passeggera, effimera: passava mi faceva assaporare il suo profumo, la sua energia ammaliante ma per poi svanire come per magia.  Mi lasciava con una sensazione di volerla afferrare per tenerla sempre con me. Rimanevo con questa perenne voglia di riacchiapparla: la cercavo in ogni angolo, in ogni persona, appariva e poi scompariva di nuovo.

L’entusiasmo c’è sempre stato e facilmente si può lavorare su quello (leggi qui se vuoi saperne di più), ma la felicità è un’altra cosa.

Una constante ricerca, ed io, come una persona in astinenza,  mi rendevo conto di volerla sempre di più e in quantità sempre piu grandi.

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