5 cose indispensabili da mettere in valigia

Farvi una lista delle 5 cose indispensabili da mettere in valigia per una come me, che si riduce all’ultimo per prepararla, è sicuramente una sfida.

In generale, preparare e sapere le cose da mettere in valigia è qualcosa che implica una fatica estrema per me. Da una parte c’ è la voglia di intraprendere il viaggio imminente e dall’altra la mia incapacità di “sintetizzare” il mio armadio in una piccola valigia.

Fatta questa introduzione, ringrazio  la mia cara ex collega  Alessia di Una Valigia di Emozioni per l’invito a scrivere questo articolo. Spero non deluderla. La lettura del suo blog e’ un must per tutti coloro che vogliono sapere di più sulla vita di una famiglia expat viaggiatrice, con le sue avventure e difficoltà da risolvere.

Ma torniamo al dunque, vediamo come affronto questa sfida chiamata “le 5 cose indispensabili da mettere in valigia”.

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Limiti personali e la libertà: Andiamo a Valencia

Se chiudo gli occhi e immagino i miei limiti personali automaticamente li do una forma  di una barriera di corallo: apparentemente  bellissima con l’obiettivo di proteggermi  ma che in realta’ e’ pericolosa, pungente e dolorosa.

Nella vita quotidiana, li riconosco abbastanza bene : li accetto, li ringrazio per la loro intenzione di proteggermi ma non  mi adatto al loro volere. I limiti personali sono abbastanza  subdoli, oserei direi, ti ammaliano con le loro belle parole ma ti schiavizzano in un mondo loro,  fatto di modelli stabiliti dalla societa’ in cui si è cresciuti.

Vi chiederete, come fai a sapere che questi limiti non fanno parte di te se sono personali? Beh,sicuramente ne fanno parte ma li ascolto per farmeli alleati e non padroni di me stessa.

La mia arma per essere piu’ forte di loro sono le mie passioni ed  i miei obiettivi.  Molto spesso non vanno di comune  accordo con i miei “amici” limiti.

La mia passione piu’ grande, come potete immaginare, e’ viaggiare,(come potete leggere  nel mio primo articolo https://inviaggioconlafelicita.com/un-nuovo-inizio-il-viaggio/ )e, stavolta, vi voglio portare  a Valencia dove ho conosciuto il movimento della liberta’ e dell’allegria.

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Irlanda,San Patrizio, pronti per viverlo?

Irlanda, San Patrizio, pronti per viverlo a pieno?

San Patrizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La festa di San Patrizio, in irlandese chiamata  St. Paddy’s day o, St. Patrick’s day in inglese, è la festa di origine cristiana  e commemora  l’arrivo del  cristianesimo in Irlanda durante il periodo in cui Patrizio era vescovo.

È grande festa il 17 di Marzo tanto in Irlanda come in molti altri paesi del mondo: principalmente nei paesi in cui è stata significativa l’immigrazione irlandese ma si celebra anche  un po’ in tutti i paesi europei, ormai di moda. (se avete voglia di leggere altre tradizioni irlandesi vi suggerisco di leggere il mio post)

Nel giorno di San patrizio, ci vestiamo di verde, colore dell’Irlanda e del mitico trifoglio altrettanto simbolo della verde  terra.  Si indossano qualsiasi tipo di accessorio verde (come ferma capelli, collane, braccialetti..)  ma anche cappelli di grande misura che  ricordano il cappello del mitico  personaggio irlandese “ leprechaun”.

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Capodanno, Barcellona e i mille nuovi propositi.

Manca pochissimo alla fine del 2017!

Capodanno… iniziano nuove avventure e nuovi propositi..

Questo e´quello a cui idealmente uno dovrebbe pensare intensamente ma in realtá ci preoccupa totalmente un’altra cosa:la preparazione per il grande giorno, ovvero per il 31 per salutare l’anno ormai in chiusura e dare il benvenuto al nuovo.

Abbiamo voglia di festeggiarlo, di essere belli e perfetti per il nuovo anno che sta arrivando: problemi del “primo mondo” come direbbe la mia amica Stella dell’Argentina, stressati per andare dal parrucchiere, per avere il vestito “adeguato” all’evento e soprattutto avere un piano per la sera. Si deve festeggiare in compagnia e preferibilmente non in casa.

A seconda del paese, evidentemente, troviamo usanze diverse ma sempre con il denominatore comune di festeggiare il nuovo anno, cercando, attraverso superstizioni e usanze, di “attrarre” soldi, salute e amore.

Parlando di Italia e Spagna, dove attualmente vivo, uno dei Must éindossare qualcosa di rosso, in genere mutande, come “porta fortuna” per scacciare la “mala suerte”, come si dice qui.

Il momento piú solenne e importante é l’arrivo della mezzanotte: in Spagna, e´d’obbligo sintonizzare la televisione sul canale 1 dove si trasmette le dodici “campanadas” ovvero dalla Plaza del Sol di Madrid si trasmette l’avvento dei dodici rintocchi delle campane che simboleggiano i 12 mesi dell’anno.

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Natale, terra che vai.. usanze che trovi

A pochi giorni da Natale possiamo dire.. che abbia inizio la maratona!

Con questa frase non voglio incitarvi allo stress delle innumerevoli e infinite cene o  alle corse ai regali.. ma anzi…all’idea di vedere il periodo natalizio sotto un altro punto di vista, ovvero vederlo come la ricerca del benessere personale!

Per un attimo viaggiamo a Dublino… pronti?

Facciamo una piccola introduzione:

Per un attimo chiudete gli occhi, respirate profondo e catapultatevi lá.. che vedete?

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Aran Island

Prati immensi verdi, scogliere a picco, chiese celtiche ed infine gli innumerevoli pub. Questa e´normalmente l’idea che abbiamo.

In realtá ha molto di piú da dare Dublino e la sua terra: ho vissuto lá per 2 anni e la gente e il clima fanno la differenza.

Il clima e´costantemente mutevole nel giorno e nella stessa giornata possiamo vedere tutte le stagioni:a livello mentale, non vi dico come vi destabilizza, sia per chi ci vive che come turista,ed anche a livello di temperatura corporea e´abbastanza un caos.

Principalmente una persona si deve vestire a “cipolla” per cercare di adattarsi al costante cambio giornaliero e al cambio di temperatura che si trova all’entrare in un pub, dove troviamo un microclima tipo Caraibi che hai solo voglia di metterti in canottiera.

A livello mentale e sociale, ognuno trova il suo sfogo, a parte nello sport, nell’andare al pub:a seconda del giorno della settimana, ci troviamo di fronte al fatto di andare al pub“locale” , quello dietro l’angolo di casa, dove si va la domenica ad ascoltare la musica, quello in cui si va infrasettimana dopo il lavoro, dove si va per rilassarsi con i colleghi e quello dove si va con amici il sabato sera .

Evidentemente a seconda del giorno, ci si veste in maniera diversa e ci si comporta in maniera diversa nel pub, ma rimane il fatto che il pub e´il luogo fondamentale dove si svolge l’attivitá sociale di un irlandese e di chi ci vive. La pioggia e il freddo incidono notevolmente sulla socializzazione e ci si “rifugia” nel caldo e nella pinta (o pinte al plurale), che aiuta senza dubbio a socializzare 🙂

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